venerdì 21 settembre 2007

Ancora su Beppe Grillo

Per punti, in maniera schematica


  1. Decidiamo una buona volta per tutte cosa si intende per politica e per antipolitica. La politica è partecipazione concreta e tangibile secondo alcuni (Pasquino), per altri l’antipolitica è un insieme di pratiche standardizzate di non riconoscimento del sistema (Campus). Messa in questi termini la sintesi è impossibile. E allora saltiamo lo schema e diciamo che Grillo è cesura tra pre-politico (le polarità emotive) e post-politico nei meccanismi di partecipazione ma anche l’effetto-svelamento di alcune sue costruzioni retoriche (rivedete anno zero di ieri nel passaggio in cui interloquiva coi giornalisti).
  2. Grillo non chiude mai il cerchio, o meglio lo chiude con un “vaffa” che è negazione di qualunque dialogo. In questo ha ragione Polito. Grillo nel contraddittorio perde, viene disinnescato per questo lo evita e sta solo negli spazi (ambientali e concettuali) che lui stesso crea e riesce a gestire (qualcuno lo chiama Frame, noi lo andiamo ripentendo da 2 anni, quand’è che ci date retta?)
  3. Grillo dice di essere un comico. Ma la comicità è ribaltamento di topic, non costruzione logico-consequenziale. Il vaffa non è ribaltamento, anzi. L’accostarsi a Mr. Bean è una furbata piccina piccina.
  4. E comunque la domanda (irrisolta) rimane una, sapendo bene che ci sono tutte e due le cose, ma non si sa quella che in questo momento ha un peso specifico maggiore: Grillo è solo uno che ha trovato un modello di leadership inedito ed efficace o c’è davvero in essere un nuovo ’92 che si muove nella società e che si aggrappa a quello che trova?

2 commenti:

Paolo ha detto...

quindi usiamo antipolitica in termine binario? bianco/nero, positivo/negativo? io in realtà non mi capacitavo dell'errore linguistico e concettuale, anti sta per avverso ma anche per precedente. La differenza d'uso sta nella condizione di partenza. Se c'è un pro allora può sussitere un anti che sia definito come avverso, contrario. ad esempio c'è il protagonista e l'antagonista; c'è il filoamericanismo e l'antiamericanismo, e cocsì via.
ma se la politica è politica e basta, perchè si cintinua ad usare l'anti in termini binari (pro/contro) piuttosto che temporali (prima/attuale)?
frame...sì, due anni, ma frame è struttura, la struttura ingloba un sistema o più sistemi. se così è, qual'è in quetso caso il sistema di riferimento del grillo parlante? ovvero, il perimetro "ambientale e concettuale" in cui si muove...verrebbe facile dire l'antipolitica, ma il rischio di essere tacciati di tautologia è troppo alto, dunque???
infine, e se grillo piuttosto che aver scoperto un nuovo tipo di leadership avesse solo spolverato il vecchio tipo rivestendolo di una bella copertina sbrilluccicante di microchip e fibre ottiche? la crisi bancaria e finanziaria c'è, le guerre pure e il modello del capopolo del ventennio che s'è venuto a trovare tra le due guerre non sembra così diverso da quello offerto da grillo.
il '92 a confronto è solo una piccola sommossa, come quella del pane nei promessi sposi....

caio, gert
se ce la faccio lunedì sarò dei vostri.

Anonimo ha detto...

A Peppuccio, meno male che la politica la fai tu. 5 post, 1 solo commento (con questo 2).
Forse hai studiato troppo...